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Quando l’anno volge al termine, scriviamo sempre un pezzo in cui riflettiamo sui risultati raggiunti, sull’andamento di quello che abbiamo creato. Quel momento è tornato, quindi, come al solito, anche oggi. Anche in questo strano e cinico 2020.

Per prima cosa, sono molto grata alle persone che mi seguono e che, con me, si sono impegnate in un dibattito costruttivo. Abbiamo condiviso conoscenze interessanti e ci siamo anche sfidati con domande altrettanto molto interessanti. Tuttavia, ci sono stati anche alcuni commenti malsani che andavano dal condiscendente al semplice scortese e irrispettoso. I peggiori erano destinati all’andamento delle cose e al non pensarla allo stesso modo. Il che è ancora più inquietante, perchè avere un’opinione è un sacrosanto diritto, come il condividerla. L’offesa, invece no. Quella non va mai bene.

Quest’anno abbiamo avuto più o meno lo stesso stile di vita e lo stesso, unico interesse nel voler approfondire. Persone simpatiche che si sono impegnate in un dibattito costruttivo, che hanno evidenziato difetti nei diversi approcci o hanno fornito un punto di vista alternativo. Altri hanno semplicemente abbaiato. E, come approfondito nel mio libro “Psicologia dei social network“, Twitter, Facebook, Instagram sono i social principale dove si veicola il disappunto, la cattiveria, si urla scrivendo.

 

Al maiale piace

Mai lottare con un maiale. La lotta spora e al maiale piace. Personalmente non mi interessa questo tipo di commenti. Di solito non mi impegno con persone maleducate. Penso di averlo fatto solo una volta quest’anno e la mia risposta è stata: “Puoi non essere d’accordo, ma per favore, fallo con rispetto e maniere appropriate. Penso che tutti lo apprezzerebbero, non solo io.
Penso di essere stata piuttosto gentile”. Era molto più di quanto la persona meritasse. Ovviamente, dopo l’ennesima risposta maleducata, è scattato il blocco. Non voglio mondezza sulle mie pagine, nei miei blog. Voglio scambi e crescita.

 

Ferire i sentimenti degli altri

Anche quando questi commenti non mi feriscono, li trovo inquietanti e oltraggiosi. Non tutti affrontano allo stesso modo critiche e parole dure. Essere maleducati e irrispettosi, non essere comprensivi, respingere gli sforzi di altre persone nel dire la loro, può scoraggiare le persone stesse dal condividere i loro pensieri. Creando un ambiente tossico, si sta distruggendo il bello di Internet e dei social media: tutti hanno una voce.

Anche se non siamo d’accordo o non ci piace quello che ascoltiamo e leggiamo, dobbiamo lasciare parlare quelle voci. Il nostro giudizio non è uno standard che governa il mondo, quindi perché imporlo?

Solo una nota a margine: non sto parlando di questioni gravi come il razzismo, il sessismo, l’omofobia, la transfobia, il fascismo, lo sfruttamento dei bambini, ecc. Che dobbiamo combattere con forza, ovviamente. Sto parlando delle normali cose di Internet e della tecnologia in particolare. Della situazione pandemica odierna, dell’approccio divergente di individui al vaccino, per esempio.

 

Non essere scortese

Siamo tutti potenzialmente scortesi. Quando lasci un commento, prima di premere il pulsante di invio, chiediti questo:

  • Sono scortese o irrispettoso nei confronti dell’autore. Sto usando parole forti.
  • Sto dicendo che qualcosa è stupido, sciocco, inutile.
  • Sto dicendo all’autore che ha torto.
  • Sto confutando la storia usando opinioni e non fatti.
  • Presumo che l’autore sia meno esperto o informato di me.
  • Sto cercando chi ha scritto la storia per verificare il suo sesso, gruppo etnico, età, paese di origine o credenze.

Se rispondi a una di queste domande con un mesto “sì”, non premere il pulsante. Il tuo commento è sicuramente scortese o manca di rispetto a idee, esperienze o persone, e potresti finire per essere scortese anche se non hai intenzione di farlo. A volte, quando proviamo a contribuire a qualcosa, possiamo finire di fare più male che bene.

Se l’elenco riportato non è sufficiente, ricorda sempre che, molto probabilmente, non diresti quelle cose in faccia a quella persona. Non lo diresti ad amici o familiari. Non ti piacerebbe essere trattato così anche tu. Viviamo in un mondo in cui le persone si suicidano a causa degli attacchi sui social media. E questo è spaventoso e assolutamente triste. Quello che diciamo può avere un forte impatto sulla vita di altre persone.

Questo è stato uno degli anni più duri e difficili in assoluto per molte, molte persone. Facciamo che questo sia il grande proposito per l’anno nuovo: quando senti il ​​bisogno di fare quel tipo di commenti, semplicemente non farlo. Sii un essere umano rispettabile.

Photo by Andre Hunter on Unsplash