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Federica DiFederica

Cos’è l’orbiting, il nuovo fenomeno dei social network associato al mal d’amore

Oggi l’influenza dei social network è innegabile ed ha assunto una forma preponderante nella nostra esistenza. Qualche tempo fa siamo rimasti sorpresi dalla definizione di ghosting, un termine che riassume il momento in cui una persona che ha avuto un forte legame con un’altra, come un partner o un amico, ipso facto interrompe ogni comunicazione e diventa un fantasma, appunto.

Oggi, nel 2019, il nuovo termine creato dall’interazione in reti come Facebook, Twitter o Instagram è “orbiting”, orbitante, ovvero il comportamento per cui una persona interrompe tutte le comunicazioni, ma segue ancora gli account di chi ha preferito non sentire e/o frequentare più. Tutto resta molto social: ci si scrive, si parla o si risponde ai messaggi, ritwitta i post o aggiungere reazioni alle foto. Ma tutto chiuso nelle “mura” delimitate dai social network.

 

Incertezza e confusione

In questo modo è possibile essere nell’orbita di altre persone, andare in giro e generare una risorsa di manipolazione psicologica come la confusione, perché se una persona scompare dalla vita fisica di qualcuno e si rifiuta di avere contatti, dà messaggio completamente contraddittorio continuando ad interagire nei social network. A battezzare il termine è stata la editorialista Anna Lovine, che ha affermato come questo tipo di contatto, alla fine, “ti tiene abbastanza vicino da poter essere osservato e abbastanza lontano da non dover mai parlare.

Tutto è nato quando in un articolo Lovine ha dichiarato: “Ho iniziato a uscire con un uomo, chiamiamolo Tyler, alcuni mesi fa. Ci siamo incontrati su Tinder, ovviamente, e dopo il nostro primo appuntamento ci siamo aggiunti su Facebook, Snapchat e Instagram. Dopo il nostro secondo appuntamento, ha smesso di rispondere ai miei messaggi di testo. Presto ho capito che la storia era finita, ma nei giorni seguenti ho notato che ha guardato ciascuna delle mie storie su Instagram e Snapchat e che era una delle prime persone a farlo”. Lovine contattò di nuovo il cosiddetto Tyler, che la ignorò di nuovo. Lei, confusa, ha smesso di seguirlo sulle diverse piattaforme, tranne su Instagram. Convinta, ha detto: “Questo non è ghosting. Questo è orbiting“. E si è resa conto di non essere stata l’unica a soffrirne.

Gli esperti affermano che soffrire di orbitingè due volte più frustrante dell’essere una vittima del ghosting, il che non sembrava possibile“. La psicologa Persia Lawson sottolinea che questa azione nasce dalla speculazione. “È un modo per mostrarti, ‘Guarda, sono ancora qui’, senza dover avere una relazione. La comunicazione viene mantenuta aperta nel caso queste persone decidano di voler riprenderla di nuovo“.

Da parte sua, lo scrittore Taylor Lorenz, sottolinea che la pratica è semplicemente un calcolo perché “vuoi mantenere qualcuno nel tuo gioco e non vuoi eliminarlo del tutto“. Infine, è qualcosa che può essere fatto perché implica solo dare un like, un commento o semplicemente un’emoji. Ma Lawson sostiene che è debilitante per la parte che lo riceve. In ogni caso, questa pratica non si limita esclusivamente agli ex partner o agli interessi romantici, poiché è applicabile anche quando “gli amici e i parenti di coloro che si sono allontanati, ma continuano ad orbitarli“.

La psicologa Michelle Crimins sottolinea che è essenziale fissare dei limiti, perché una tale pratica può far prendere tempo a una persona per riprendersi da una crisi d’amore. “Dobbiamo prestare attenzione ai nostri sentimenti, in modo che quando gli effetti negativi iniziano a superare quelli positivi, siamo in tempo per fermarci“.

Federica DiFederica

Psicologia del “ghosting”: perché le persone scompaiono e non rispondono più su WhatsApp

Il “ghosting”, quel modo di scomparire dal rapporto con una persona, irrita molti a causa della mancanza di spiegazioni della persona che decide di chiudere definitivamente con il partner.

La parola è usata principalmente nelle relazioni sentimentali, che non si concludono faccia a faccia, ma semplicemente non rispondendo ai messaggi. Se vogliamo trovare una spiegazione, la scienza è dalla nostra parte.

 

Cosa dice la scienza

La spiegazione del perché il “ghosting” sia diventato così evidente e frequente è dovuto alla divulgazione delle nuove tecnologie: se stiamo inviando messaggi al nostro partner e, improvvisamente, la comunicazione viene interrotta dall’altra parte, capiamo chiaramente che non vuole parlarci. Questo rende la rottura molto più difficile di prima, ovvero di quando queste nuove tecnologie penetrassero nelle nostre vite.

Il ghosting ha anche a che fare con il modo in cui le relazioni sono cambiate, in un momento il cui l’essere presenti online è più facile che mai. Tara Collins, professore associato di psicologia presso Winthrop South Carolina University, ha spiegato che, in assenza di stretti legami (ad esempio, l’assenza di un legame sociale comune), è più facile andarsene e scomparire senza lasciare sequel. Collins dice anche che le persone a cui non piace avere una “vicinanza emotiva” hanno maggiori probabilità di sparire.

Ma cosa ne è delle persone che soffrono di ghosting?Alcune ricerche suggeriscono che questa forma di rigetto colpisca il cervello allo stesso modo del dolore fisico. Apparentemente, potrebbe essere perché queste persone considerano più offensivo interrompere una relazione tramite WhatsApp anziché faccia a faccia. Se qualcuno attua questo atteggiamento, la cosa migliore, secondo gli specialisti, è lasciare andare il fantasma, perché ha già dimostrato come gestisce le relazioni.

Inoltre, una buona difesa è non spiare i suoi profili sui social network e terminare con la comunicazione diretta. La salute mentale ringrazierà.

Uno studio dello scorso anno si è basato su un campione di 1.300 persone per approfondire la conoscenza che abbiamo del “ghosting”. Di questi, il 25% ha affermato di aver subito il “ghosting” di una coppia, mentre il 20% ha dichiarato di averlo fatto a qualcuno. Questa abitudine sembrava più comune tra gli amici che tra i partner. Un altro studio, anch’esso del 2018, ha dimostrato che le percentuali sono in aumento: quasi due – terzi dei partecipanti ha sostenuto di essere sparito dalla coppia e il 72% ha dichiarato di averlo subito.

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