Archivio mensile novembre 2018

Federica DiFederica

Come influiscono i social media sulla nostra salute: lo stress

Tre miliardi di persone, circa il 40% della popolazione mondiale, utilizzano i social media online, spendendo in media due ore al giorno per condividere, apprezzare, twittare e aggiornare status su queste piattaforme. Con i social media che giocano un ruolo così importante nelle nostre vite, potremmo sacrificare la nostra salute mentale e il nostro benessere così come il nostro tempo?

Poiché i social media sono relativamente nuovi per noi, i risultati conclusivi sono limitati. La ricerca che esiste si basa principalmente sull’autovalutazione, che spesso può essere imperfetta e la maggior parte degli studi si concentra su Facebook. Detto questo, si tratta di un’area di ricerca in rapida crescita e sempre nuovi dati cominciano ad emergere.

Iniziamo oggi un’analisi dei risultati di alcuni degli aspetti di cui finora si conoscono le conseguenze, così come le cause che le scaturiscono. Il primo dato che voglio approfondire è quello relativo allo stress.

 

Stress

Le persone usano i social media per sfogarsi su tutto, dal servizio clienti di un qualsiasi operatore alla politica. Ma il lato negativo di questo è che i nostri feed spesso assomigliano a un flusso infinito di stress. Nel 2015, i ricercatori del Pew Research Center con sede a Washington DC hanno cercato di scoprire se i social media inducono più stress di quanto ne allevi.

Nel sondaggio condotto su un campione di 1.800 persone, le donne hanno riferito di essere più stressate rispetto agli uomini. Twitter è risultato essere un “contributore significativo” perché ha aumentato la consapevolezza dello stress degli altri.

Ma Twitter ha anche agito da meccanismo di coping – e più le donne lo usavano, meno stressate sembravano essere. Lo stesso effetto non è stato riscontrato per gli uomini i quali, secondo i ricercatori, avevano una relazione più lontana con i social media. Nel complesso, i ricercatori hanno concluso che l’uso dei social media era legato a “livelli leggermente inferiori” di stress.

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