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Federica DiFederica

Internet ed elezioni: come i social network irrompono nella comunicazione politica

Vi siete mai chiesti perchè oggi la politica si fa sui social network? Un (non) luogo inappropriato, sebbene al passo con i tempi, che nella maggior parte dei casi fomenta discussioni spesso inutili fra utenti. Cercheremo, quindi, di dare una spiegazione quanto più reale sull’irruzione dei social network nella comunicazione politica e la formazione di partiti politici. O viceversa.

 

Alcuni dati

Partiamo dai numeri: le persone che utilizzano dispositivi con accesso a Internet e la quantità di traffico generato è in crescita esponenziale. Ad esempio, 37.669 GB sono condivisi ogni secondo e, secondo Cisco, nel 2022 verrà creato più traffico rispetto agli ultimi 32 anni dal 60% della popolazione mondiale che utilizzerà Internet; ci saranno più di 28 miliardi di dispositivi connessi e un traffico IP di 396 exabyte al mese.

Soffermandosi sul caso delle grandi aziende e sulla tecnologia, la loro crescita negli ultimi anni è dovuta alla “loro gratuità e all’offerta di servizi senza barriere economiche“. Un fatto che spicca è che la vita media delle grandi aziende è passata da 65 a 15 anni. Ci sono cinque elementi per comprendere il successo di piattaforme come Facebook o Google: esigenze eccezionali, semplificazione, centralizzazione, scalabilità e vendita di esperienze.

I nostri comportamenti digitali stanno lasciando una traccia, un’impronta digitale, sotto forma di dati che rappresentano la principale fonte di reddito per la grande tecnologia. Google, ad esempio, sa cosa stiamo cercando, a che ora lo cerchiamo, dove lo cerchiamo, ecc. E noi cerchiamo qualcosa solo quando siamo interessati. L’attività nelle reti (pubblicazioni, conversazioni, comunità) genera un’enorme quantità di informazioni su chi siamo, cosa pensiamo, con chi ci relazioniamo e altro.

Di conseguenza, i politici sfruttano la loro comunicazione attraverso Internet spiegando che le persone “vivono” in rete e siamo passati dalla società del codice postale alla società del codice IP, dei seguaci, dei contatti, della comunità dei vicini alla comunità di cose e argomenti di interesse.

Il potere passa di mano e cambia forma. La lotta per l’attenzione (e non per l’informazione) distrugge la base degli argomenti e della politica. I leader non si incontrano, parlano e governano via Facebook, Twitter e WhatsApp.

 

Distinzione tra potere civile e partiti politici

In un contesto in cui i partiti politici hanno una pessima immagine e i cittadini si aspettano poco o nulla in politica, il dibattito su quale modello di partito, che tipo di politica e di impegno politico ci si aspetti è in piena espansione. I movimenti civici sono utili a mobilitare, all’attivismo. La differenza fondamentale è che un partito ha lo scopo di ottenere la rappresentanza nel potere politico. D’altra parte, l’obiettivo di un movimento è lottare per determinati obiettivi sociali, cercando di convincere i cittadini.

E Internet è diventato un ecosistema dinamico e fertile per la partecipazione dei cittadini, non solo perché porta nuove possibilità alle metodologie tradizionali, ma perché genera le proprie dinamiche attraverso i suoi partecipanti.

Il concetto tecnopolitico allude all’uso tattico e strategico degli strumenti digitali nell’organizzazione, nella comunicazione e nell’azione collettiva.  È il paradigma che consente alla politica formale di rinnovare il suo rapporto con i cittadini e stabilire collegamenti diretti, senza intermediari, e adattare la comunicazione istituzionale ortodossa a nuove lingue e canali.

Un altro punto importante è il ruolo delle emozioni. La politica delle emozioni è capire che il nostro cervello pensa ciò che sente e il ricco mondo delle emozioni, delle sensazioni, delle percezioni contribuisce a molte informazioni cognitive, anche se non ne siamo coscienti. Il politico deve costruire una storia capace di mobilitare i cittadini e collegarli emotivamente con il progetto che guidano, le emozioni giocano un ruolo fondamentale, motivo per cui, nell’arena politica, queste stanno iniziando ad essere valutate e concepite come un veicolo decisivo nel generare sensazioni di maggiore impatto nella trasmissione di messaggi.

La comunicazione politica ed elettorale affronta una crescente sfida: l’umorismo sociale e l’infiammazione emotiva delle nostre società introducono serie sfide per comprendere gli elettori, poichè siamo in un momento altamente instabile e incerto. Comprendere le emozioni profonde, capire la paura, affrontare le sensibilità.

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