Perché cerchiamo uno psicologo a fine estate e a inizio anno

Due momenti chiave per la mente

Ogni anno, puntualmente, le statistiche sulle ricerche online mostrano lo stesso trend: tra fine estate e inizio anno cresce il numero di persone che digitano “psicologo”, “ansia” o “stress” su Google. Agosto-settembre e dicembre-gennaio diventano così i mesi più intensi per la richiesta di supporto psicologico. Non è un caso: si tratta di periodi in cui le routine cambiano, le aspettative aumentano e la mente fa i conti con bilanci e nuovi inizi.

Agosto-settembre: il ritorno alla realtà

Le vacanze estive rappresentano, per molti, una parentesi di libertà e sospensione. Quando finiscono, però, il ritorno alla vita quotidiana può diventare uno shock emotivo. Lo chiamano “post-holiday blues”: malinconia, irritabilità, stanchezza e difficoltà a ritrovare il ritmo.

Il rientro porta con sé la pressione del lavoro, l’organizzazione familiare, la ripresa scolastica e, spesso, una sensazione di vuoto dopo settimane di pausa. È il momento in cui le persone iniziano a percepire lo stress che avevano accantonato e cercano un aiuto per non ricadere nei soliti schemi di ansia o sovraccarico.

Molti iniziano a chiedersi: “Sto vivendo bene la mia routine? È davvero questo che voglio?” — domande che, se rimangono senza risposta, generano inquietudine e spingono alla ricerca di un sostegno professionale.

Dicembre-gennaio: bilanci, emozioni e nuovi inizi

Il periodo delle festività è, per natura, emotivamente intenso. Le luci, i ritrovi familiari e le aspettative di felicità convivono con sentimenti di solitudine, nostalgia o senso di inadeguatezza.
Le feste amplificano tutto: chi è felice lo è di più, ma chi vive un disagio può sentirsi ancora più isolato.

A questo si aggiunge la chiusura dell’anno, con il suo carico di bilanci e obiettivi. Il passaggio a gennaio è spesso vissuto come una soglia simbolica, che spinge a riflettere su ciò che non ha funzionato e su cosa si desidera cambiare. È qui che aumenta la motivazione a cercare un aiuto psicologico per iniziare un nuovo percorso di benessere.

L’effetto “nuovo ciclo” sulla mente

Sia settembre sia gennaio rappresentano, nel nostro calendario mentale, punti di ripartenza. Settembre segna l’inizio del ciclo scolastico e lavorativo, gennaio quello dell’anno solare. Entrambi portano con sé l’idea di rinnovamento, ma anche la paura di non farcela.

La mente reagisce al cambiamento con una miscela di eccitazione e ansia: nuovi progetti, nuove responsabilità e nuovi impegni. È in questi momenti che emergono le fragilità latenti, spesso mascherate durante i mesi precedenti.

Il ruolo dell’ansia come segnale

Non sempre l’ansia è un nemico: può essere anche un campanello d’allarme che indica la necessità di rivedere ritmi, priorità e relazioni. Quando però diventa costante, con sintomi come insonnia, difficoltà di concentrazione, tensione fisica o pensieri ricorrenti, è il segnale che serve un aiuto.

Cercare uno psicologo in questi momenti non è segno di debolezza, ma di consapevolezza. Significa scegliere di non affrontare da soli la complessità dei cambiamenti e di investire nella propria salute mentale.

Prendersi cura di sé nei momenti di passaggio

Agosto-settembre e dicembre-gennaio sono le due stagioni del cambiamento: la fine e l’inizio, la chiusura e la rinascita. In entrambi i casi, il bisogno di equilibrio si fa più urgente.
Rivolgersi a uno psicologo in questi periodi non è un gesto impulsivo, ma una risposta naturale al desiderio di stare meglio e di affrontare la vita con più strumenti.

In fondo, ogni nuova stagione — reale o simbolica — porta con sé una sfida: imparare a respirare dentro il cambiamento, invece di subirlo. E, se serve, chiedere aiuto è il modo più coraggioso per ricominciare.

Foto di Max da Pixabay