Come reagisce il tuo cervello ai “Mi piace” su Facebook

Federica DiFederica

Come reagisce il tuo cervello ai “Mi piace” su Facebook

I social network hanno un posto privilegiato nella vita degli adolescenti e ciò che accade su di essi può influenzarli in modo significativo. Ad esempio, aspettarsi che i post di Facebook ricevano più “Mi piace” di altri o di quelli degli altri può essere molto più che un passatempo, poiché li influenza psicologicamente.

Un’indagine dell’Università della California ha rivelato che esistono determinati circuiti neurali, soprattutto negli adolescenti, che vengono attivati ​​vedendo i “Mi piace” nei social network.

 

Come i denaro o il cioccolato

Il ricercatore Lauren Sherma, dell’Ahmanson-Lovelace Brain Mapping Center, spiega che i risultati di un suo studio hanno concluso che, davanti ad un “Like’ su Facebook o Instagram, si attivano le stesse regioni del cervello di quando si guadagnano i soldi o si mangia qualcosa che ci piace particolarmente, come il cioccolato.

Per ottenere questi risultati, è stato testato un gruppo di consumatori adolescenti attivi di social network come Facebook. La risonanza magnetica è stata poi studiata per avere un’idea della reazione dei giovani al “Mi piace”. Se il numero di questi era alto, la sensazione prodotta era di assoluto piacere e il cervello era molto attivo. D’altra parte, era anche evidente che un piccolo numero di “Mi piace” poteva essere negativo a livello psicologico e causare frustrazione.

 

Imitazione dei coetanei

Inoltre, è stato osservato che i ragazzi tendevano a mettere “Mi piace” alle immagini che ne avevano già molti ed erano più riluttanti a farlo con le foto che ne avevano meno.

Gli esperti ritengono che il comportamento degli adolescenti su Facebook e altri social network spesso imita quello dei loro coetanei. Se vedono molti “Like”, sarebbero portati a fare lo stesso, anche se l’immagine non gli piace molto.

A causa della quantità di ore che passiamo sui social network, è importante determinare in che modo queste influiscono sul nostro cervello e se ci sono ragioni per preoccuparsi degli effetti dannosi che possono causare a livello psicologico. Sempre più ricerche vengono condotte in questo modo, il che ci porta a comprendere il reale impatto delle piattaforme social sulla nostra salute psicologica.

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Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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