Archivio mensilemaggio 2017

Federica DiFederica

“Internet non funziona più”: parola del CEO di Twitter

L’ambiente online ha diversi problemi di contenuti che richiedono urgentemente una soluzione. Lo ha affermato il co-fondatore di Twitter Evan Williams. Questi ritiene che le piattaforme social tendono, infatti, ad incoraggiare comportamenti devianti e antisociali, esprimendo ad esempio rabbia e rammarico quando si è trattato della vittoria di Donald Trump. Ma questo è solo uno dei tanti casi.

Credo che Internet non funzioni più

E’ quanto ha dichiarato il co-fondatore di Twitter sulle pagine del New York Times. L’imprenditore americano sembra essere giunto a questa conclusione già da un po’ di tempo, ma la situazione è peggiorata ulteriormente. “E’ sempre più chiaro che Internet non funziona più“. Considerando che, di questi tempi, la gente usa Facebook o Instagram per trasmettere omicidi, stupri e aggressioni dal vivo, il fatto che Internet non sia esattamente il posto più sicuro è abbastanza chiaro ed evidente.

Nel frattempo, anche Twitter si trasforma travolto da questa rete di cinismo, molestie e commentatori abusivo. Fake news, nate per promuovere ideologie sbagliate o per generare profitti, sono all’ordine del giorno. Quattro su dieci adulti che usano Internet hanno rivelato che, almeno una volta nella loro vita, sono stati molestati online.

Pensavo che, se le persone fossero state in grado di esprimersi liberamente, il mondo sarebbe diventato un posto migliore. Ho sbagliato“, ha aggiunto Williams. “Il problema, con Internet, è il fatto che esso incoraggia tutto all’estremo. Ad esempio, si guida su una strada e si nota un incidente d’auto. Si tende a guardare. Ognuno fissa. Tuttavia, Internet interpreta questo comportamento come se la gente voglia vedere più incidenti“, ha concluso.

E non si può che dargli ragione considerando la mole di accadimenti che siamo soliti apprendere o assistere su quella piazza virtuale che è Facebook, o altri social network a seguire. E’ lì che tutto accade. Ed è ancora lì che tutto prende forma, opinione, commento.

Federica DiFederica

Si fa presto a dire “sono giornalista”!

Il giornalismo online ha portato certamente una ventata di informazione a 360° che solo vent’anni fa ci saremmo sognati. L’informazione online ha smosso e incuriositi anche i più atterriti da un articolo di due pagine. Tuttavia, ha degenerato il concetto effettivo, quello a monte, quello di giornalismo.

Cos’è il giornalismo?

Innanzitutto rispondiamo alla domanda: cosa è il giornalismo? Si tratta dell’attività di raccolta, di valutazione, di creazione e presentazione di notizie e informazioni. E’ anche il prodotto di tutte queste attività. Il giornalismo può essere distinto da altre attività e prodotti con determinate caratteristiche e pratiche identificabili. Questi elementi non solo separano il giornalismo da altre forme di comunicazione: essi sono ciò che lo rendono indispensabile nelle società democratiche. La storia rivela che una società quanto più è democratica, più notizie e informazioni tende ad avere. E a dare.

Cosa fa un giornalista?

Chiedere “chi è un giornalista” è porre la domanda in modo sbagliato, perché il giornalismo può essere prodotto da chiunque. Allo stesso tempo, solo impegnandosi in un’attività giornalistica simile – scattare una foto da telefono cellulare sul luogo di un incendio o la creazione di un blog per diffondere le notizie e fare un commento – da solo non produce un prodotto giornalistico. Anche se può e a volte lo fa, c’è una distinzione tra l’atto del giornalismo e il risultato finale.

Il giornalista pone il bene del pubblico al di sopra di tutto e usa certi metodi – il cui fondamento è una disciplina di verifica – per raccogliere e valutare quello che lui o lei trova, racconta, diffonde.

Qual è lo scopo del giornalismo?

Lo scopo del giornalismo”, scrivono Bill Kovach e Tom Rosenstiel in The Elements of Journalism, “non è definito dalla tecnologia, né dai giornalisti o le tecniche che impiegano”. Piuttosto, “i principi e le finalità del giornalismo sono definiti da qualcosa di più di base: la funzione della notizia si riproduce nella vita delle persone“.

La notizia è quella parte della comunicazione che ci tiene informati degli eventi che cambiano, problemi e personaggi del mondo esterno. Anche se può essere interessante o addirittura divertente, il valore più importante della notizia è un programma di utilità.

Lo scopo del giornalismo è, quindi, quello di fornire ai cittadini le informazioni di cui hanno bisogno per prendere le migliori decisioni possibili circa le loro vite, le loro comunità, le loro società e i loro governi.

Il giornalismo 2.0, 3.0 e facciamo anche 4.0

Oggi, tutti si sentono giornalisti: dal blogger che vuole diventare opinionista, all’opinionista che pretende di essere una firma di riguardo. Chè magari lo è pure, intendiamoci, ma facciamo dei distinguo. Inoltre, operiamo criticamente una riflessione su tutte quelle piattaforme che danno modo di scrivere a tutti, ma proprio tutti o dove, addirittura, si commissionano articoli su misura. Il giornalismo non è andare dal sarto è chiedere un articolo di tale o tal’altra lunghezza. Quella è tutta un’altra storia, che fa anche rima con ansia da prestazione e terrore dell'”ei fu” foglio bianco tramutatosi oggi in formato Word.

E badate. Non fa di un giornalista avere ben stretto un sudatissimo tesserino da esibire a mostre e musei. Questa figura mitologica, oramai, fa parte della storia. Di Enzo Biagi, Indro Montanelli e Oriana Fallaci, o di firme moderne come Vittorio Zucconi e Federico Rampini, solo per citarne alcuni, ne abbiamo avuti, ma non hanno avuto un seguito. Parte di un’eredità non raccolta, un ricambio generazionale povero e sterile.

Dietro quella firma, ci potrebbe essere chiunque. Tranne il vero giornalista.

Federica DiFederica

Web Marketing Festival, il 23 e 24 giugno la formazione ci aspetta a Rimini

Anche quest’anno sarò al Web Marketing Festival. Dopo aver partecipato anche alle scorse edizioni del Search Marketing Connect, del Social Media Strategies e all’Advanced SEO Tool, gli appuntamenti formativi per me non sono un optional ma un “must”. In più, farlo in modo dinamico, ricreativo e, perchè no, informale rende l’impegno della formazione e costruzione della propria professionalità meno pesante. E noioso.

Maggiori informazioni

Federica DiFederica

Email marketing: quali strategie e quali piattaforme usare per non finire nello “spam”

La preparazione di una campagna di mailing di massa non è qualcosa che deve essere fatta con leggerezza. Tuttavia, è possibile inviare e-mail senza essere bollati come spammer.  Oggi, vorrei aiutarvi con alcuni semplici consigli da poter seguire passo dopo passo. Per fare questo, è necessario rispettare le leggi in vigore e tenere a mente che, anche se si tratta di mailing di massa, è importante non dimenticare che il destinatario è una persona specifica. E tutti si aspettano offriate loro contenuti di valore.

Maggiori informazioni

Federica DiFederica

I social media spiegati con un’infografica: dire molto in poche parole

Dire molto in poco spazio e poche parole: sembra essere questo il Santo Graal della comunicazione, della pubblicità e dei social media di oggi. Essere minimalisti è essenziale in un mondo così caotico e frenetico come questo in cui viviamo.

Maggiori informazioni

Federica DiFederica

Email Marketing: quali sono i vantaggi e come raggiungere con successo i clienti

Non c’è dubbio che Internet abbia completamente trasformato il commercio globale. In questo momento, è abbastanza comune comprare o vendere praticamente qualsiasi prodotto o servizio online. Una pratica nota come e-commerce o commercio elettronico. Oltre a darci il vantaggio di fare shopping senza uscire di casa, un altro vantaggio dell’e-commerce è quello di non avere limiti, il che significa che possiamo comprare prodotti provenienti da altre parti del mondo e, per averli recapitati a casa propria, bastano poche settimane o alcuni giorni.

Maggiori informazioni

Send this to friend